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7 aprile 2004



Ho fatto un sogno. Lungo 1200 pagine.

Una romana di vent'anni invia un maximanoscritto (con tanto di disegni) a un grande editore, che ne resta stregato e lo pubblica a puntate. Il suo segreto? «Aver letto Tolkien, sì. Ma preferire i manga giapponesi».

Articolo di Brunella Schisa.

Ha i capelli blu notte, le orecchie a punta e una spada forgiata nel cristallo nero. Sa di essere una guerriera da quando è nata. Il suo sogno è appartenere ai Cavalieri di Drago e volare sul suo destriero alato e combattere i «femmine, il popolo di mostri creati dalle arti magiche del Tiranno che usa i suoi poteri per conquistare il Mondo Emerso. Nihal è l'ultima superstite del popolo dei mezzielfi, trucidato dalle truppe del Tiranno, ed è stata allevata dagli umani. Livon, l'armiere più straordinario della Terra del Vento, rappresenta per lei tutta la sua famiglia. Nihal porta con sé il dolore della sua gente, mai conosciuta, ma che le appare in sogno per chiederle vendetta.

Quando l'enorme manoscritto con la storia di Nihal arrivò sulla sua scrivania, a Sandrone Dazieri, editor della narrativa di genere della Mondadori, quasi venne un colpo. Il malloppo era così voluminoso da impedirgli di vedere la scrivania di fronte. Lo sfogliò. Milleduecentoventi pagine. Un'enormità. Il libro era accompagnato da una lettera e da una mappa disegnata a mano dove erano tracciate le Terre Emerse: la terra del Vento, del Mare, del Sole, del Fuoco dei Giorni, della Notte, dell'Acqua e delle Rocce. La lettera di pochissime righe diceva più o meno così: «Gentile signore, vorrei sottoporre alla sua attenzione questo libro che ho scritto per divertimento. Sono una studentessa di fisica, vivo a Roma, ho vent'anni e scrivo per passione. Felicia Troisi».

Dazieri si incuriosì e cominciò a leggere l'attacco. Generalmente gli bastano due pagine per capire in quale mare naviga. Acque insidiose, dove quasi tutti gli aspiranti scrittori naufragano infrangendosi sugli scogli della banalità e dei luoghi comuni. Quando alzò la testa si accorse di essere arrivato a pagina 200. La storia di Nihal, tra elfi, gnomi e maghi, volava veloce come Nihal sulle ali del suo drago Oarf.

«C'era in quella scrittura una passione strana, l'autrice si immedesimava nel personaggio pur rispettando tutte le regole del genere fantasy. Nihal era una ragazza piena di fragilità e paure, piangeva, si commuoveva, ma era nata per essere una guerriera. Quel libro aveva delle caratteristiche che non capivo». Una cosa però Dazieri la capì all'istante: si trovava di fronte a una giovane scrittrice con una straordinaria vocazione al racconto e una fantasia smisurata.

Quando Dazieri le telefonò, Felicia (ma tutti la chiamano Licia) non si scompose più di tanto. Aveva lanciato un messaggio nella bottiglia e non si aspettava granché. Certe cose capitano soltanto nei film, si diceva, nonostante il giudizio del fidanzato, a cui aveva letto a puntate la saga, fosse stato incoraggiante, così come quello suoi dei genitori, unici lettori. Se fosse andata male, si era detta Licia, aveva ancora un'altra carta da giocare: lo stesso amico che le consigliò l'interlocutore della Mondadori le aveva dato anche il recapito di un editor della Feltrinelli... Avrebbe provato, e poi magari rinunciato al suo sogno, ma non alla vocazione a scrivere. Dazieri le propose di scomporre il romanzo in tre volumi e fame una saga, uscendo a pochi mesi di distanza. È nata così Cronache del Mondo Emerso. Al primo libro, Nihal della Terra del Vento, da martedì prossimo in libreria, seguirà La missione di Sennar, e per Natale l'ultimo capitolo della trilogia, ancora senza titolo. «L'editing», racconta Dazieri, «è consistito nella suddivisione dei tre volumi, cambiando la scansione dei capitoli, talvolta troppo lunghi, e correggendo la grammatica... Per il resto abbiamo voluto lasciare al libro l'ingenuità e la freschezza della giovane autrice. I libri potranno tranquillamente leggersi separatamente».

Così in pochi mesi, Licia è diventata un fenomeno: la prima esordiente seriale, anche se non la prima donna italiana di fantasy, visto che l'anno scorso Egle Rizzo, siciliana di 21 anni, aveva esordito con il monumentale Ethlinn la dea nascosta (Flaccovio, pp. 699, euro 20), che per gli amanti del genere è diventato un piccolo (si fa per dire) cult. Nell'attesa della gloria, Licia continua a studiare. Finiti gli esami sta lavorando a una tesi su Leo II, una galassia nana che appartiene alla Via Lattea. Alle sue conoscenze degli astri ha attinto per il nome della protagonista: Nihal, oltre a essere un nome arabo, è anche una stella. «Di giorno studio all'Osservatorio, il pomeriggio scrivo la tesi e la sera sono già al lavoro su un nuovo romanzo. Non posso farne a meno. A sei anni scrivevo racconti, a dieci il primo romanzo. Alla Saga del Mondo Emerso ho lavorato un anno e mezzo, la sera. Avevo disegnato una mappa per fare muovere i personaggi attraverso le otto Terre e ho cominciato a scrivere di getto». Naturalmente Licia ha letto la trilogia di Tolkien, ma confessa che le sue fonti sono altre: il cinema e i fumetti giapponesi. I Manga che hanno gettato nel panico le mamme degli anni Ottanta, invece di generare mostri hanno nutrito la fantasia. Il destino che incombe sulla protagonista, costretta a combattere pur non volendo, corrisponde a quello degli eroi giapponesi, mutuati dai samurai. «Berserk era il mio fumetto preferito, era violentissimo ma toccava temi profondi. Da lui ho imparato che nella vita devi sempre combattere, soprattutto con te stesso».

Una saga tre puntate «Cronache del mondo emerso», il primo dei tre libri della saga (Mondadori, pp. 350, euro 16,00).

Tratto da “Il Venerdì di Repubblica” del 2 Aprile 2004.




permalink | inviato da il 7/4/2004 alle 8:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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